Dire per me

 

Spesso, per uno scrittore, la recensione di un libro è occasione di confronto con chi ha letto il libro e ne vuol trarre una chiave di lettura personale o quantomeno critica, mentre per il lettore rappresenta l'occasione attraverso la quale venire a contatto con le tematiche che si sono volute sviluppare attraverso la narrazione.
Colpisce allora come molto spesso sono sempre gli stessi libri a essere recensiti nello stesso periodo temporale, evidenziando una certa miopia da parte del recensore o una pigrizia mentale nel tentativo di ricercare un nuovo autore o un romanzo alternativo.
Per molti scrittori un simile meccanismo diventa frustante perchè apparentemente offusca il desiderio di essere presi in considerazione, mentre per molti lettori produce un meccanismo paradosso. Accade cioè che certi autori dopo aver scritto un unico libro, solo per il fatto di essere presenti in ogni luogo mediatico vengano considerati degli scrittori a tutto tondo mentre altri autori, pur avendo scritto più romanzi e raccolto giudizi lusinghieri, solo per non avere avuto una gratificazione mediatica vengano ritenuti degli eterni esordienti e tenuti in disparte dalla disputa culturale.
Io, nella mia esperienza di lettore, ho spesso trovato una proporzione inversa tra la qualità del testo che mi accingevo a leggere e la quantità delle recensioni che aveva raccolto, e anche se all'apparenza può sembrare inverosimile i migliori romanzi che ho letto sono quelli che non hanno avuto alcun riscontro mediatico.
Sarà anche per questo che leggo sempre con un pò di terrore una recensione che mi riguarda, perchè per un certo verso mi sento lusingato che qualche critico abbia voluto esprimersi nei miei riguardi e quando mi si presenta l'occasione lo ringrazio, ma d'altra parte temo che l'interesse si possa trasformare pur involontariamente in una campagna pubblicitaria, e penso che i libri, almeno i libri, non meriterebbero mai un simile affronto.
Tutto questo discorso per dire che a differenza di come si suol fare, eviterò di riportare in queste pagine sfilze di recensioni o collegamenti ad altre pagine che parlano di me, anche a costo di perdere qualcosa di interessante e anche a costo di negare una simile possibilità a chi mi legge.
Spero soltanto di non sbagliare, così come spero che una tale decisione spinga verso una conoscenza più intima e meno propagandistica.
Per questo non trarrò vanto dai giudizi positivi così come non mi sentirò offeso da quelli negativi. M'interessa invece il giudizio di chi si è trovato a leggere il libro solo per la passione che ha della lettura. Poi, se a qualcuno dovesse interessare, potremmo sviluppare insieme in questo luogo le problematiche che purtroppo deve affrontare oggi la critica letteraria.