Grazie Natascia. Anche da parte di Mizzy
Grazie Natascia. Anche da parte di Mizzy

Grazie Natascia. Anche da parte di Mizzy

E’ trascorso appena un mese dalla pubblicazione di Mizzy, ovvero il vecchio Costillo e la miniera.
Dai primi commenti che mi giungono sembra che il romanzo incontri i gusti dei lettori, e io sono felice di questo. Proprio qualche giorno fa mi è giunto un messaggio che diceva semplicemente: “ho letto la storia di Mizzy. Grazie”.

Nient’altro che queste semplici parole, eppure mi hanno fatto riflettere. Ho pensato che è giusto ringraziare quando qualcosa o qualcuno ci rende la vita migliore. In fondo lo facciamo tutti i giorni. Quando entriamo in un ufficio e incontriamo un impiegato gentile; che ci aiuta ben oltre i suoi compiti istituzionali, per risolvere un problema. O quando una persona ci viene incontro dinnanzi alle difficoltà donandoci un consiglio prezioso.

Credo che anche in letteratura sia bello ringraziare quando ci viene consegnato un prodotto che riesce a regalarci emozioni forti, o che ci faccia sorridere o ci commuova. Allora, pensando al romanzo, ho capito che anche io devo dei ringraziamenti a qualcuno. Probabilmente avrei dovuto già farlo in appendice al libro: ho la certezza che sarebbe stato giusto. Il fatto è che non mi piace aggiungere nulla a un romanzo. Fosse per me toglierei anche tutte quelle pagine che si è costretti a inserire: finito di stampare, diritti riservati, titoli delle prossime pubblicazioni. Un romanzo dovrebbe iniziare con la prima parola della storia che si narra, e dovrebbe terminare con l’ultima parola che conclude quella storia. Ovviamente questo è solo il mio punto di vista a riguardo.

Poi sappiamo bene che dietro le pagine consegnate al lettore non c’è soltanto l’autore. Ci sono altre figure che intervengono in maniera diversa e con diverse professionalità. Esattamente come avviene nella realizzazione di un film, o di un concerto, o di uno spettacolo teatrale. Ci sono molte figure che stanno dietro le quinte, ma che sono importanti se non a volte fondamentali.
E’ per questa ragione che oggi voglio dire, anche a nome di Mizzy: grazie Natascia. E i motivi per questi ringraziamenti sono tanti, addirittura molti per sintetizzarli in questa pagina.

Natascia è Natascia Cortesi, una gentilissima signora che per professione fa l’editor. Per i pochi che non sanno precisamente cosa sia un editor si potrebbe dire, in estrema sintesi, che è colui che prima della pubblicazione o prima della presentazione del romanzo a un editore mette mano al testo. A quel punto, lavorando insieme all’autore, contribuisce a rendere la storia migliore. Può agire a vari livelli. Alcuni magari poco artistici; come individuare eventuali errori grammaticali o di punteggiatura, o i cosiddetti refusi. Altri molto ispirati ed evocativi, che alla fine incideranno profondamente nella narrazione della storia.

Indipendentemente da come lavora un editor, credo comunque che molto abbia a che fare col rapporto che si verrà a creare con l’autore e con la sensibilità di entrambi.

Io ho conosciuto Natascia Cortesi per caso. Mi è stata presentata, e insieme abbiamo lavorato ad un altro testo. I suoi modi di fare, le sue capacità artistiche e la sua bravura mi hanno conquistato fino al punto che il nostro è diventato, e spero lo rimanga, un sodalizio. Non ci siamo mai incontrati dal vivo. Solo telefono, sms, mail e soprattutto lunghe elucubrazioni su qualche frase del romanzo…

Mizzy ci ha fatto soffrire entrambi, per qualche settimana ci ha tenuti legati alla sua storia e in un certo senso ci ha fatti diventare amici e complici. Già quando le ho consegnato l’ultima stesura avevo dentro me la sensazione che fosse un buon lavoro. Ma Natascia lo ha reso un vero gioiello. Con una abilità che credo appartenga a poche persone, è riuscita a cogliere quei passaggi dove (lei ne aveva la certezza, sebbene non me lo abbia mai confessato) sarei riuscito a fare di più. E con dolcezza mi ha spronato a farlo, e quando non ne avevo tanta voglia era ella stessa che mi offriva dei suggerimenti.

Io ti sono grato, Natascia, e te ne sarò per sempre. Sono felice che Mizzy sia nata dentro me e sia passata attraverso te prima di giungere ai lettori. Sono convinto che insieme abbiamo fatto qualcosa di grande. Qualcosa che, anche se in piccola parte, potrà rendere migliore questo mondo. Forse un po’ meno malvagio, o più attento al prossimo.
Sono felice di averti conosciuta, Natascia. Ma soprattutto non voglio perderti.
Queste parole non sono scritte in appendice al romanzo, ma sappi che per me hanno una valenza maggiore perché apparterranno a tutti i lavori che porteremo avanti insieme.
Grazie di tutto cuore.

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