di Gianpietro Scalia
Il mare non ha paese
Il mare non ha paese

Il mare non ha paese

Accade a volte di decidere di abbandonare il solito spot di pesca, e di partire, al mattino presto, per cercare nuovi luoghi mai esplorati. Accade allora di trovare angoli come questo.

Inizialmente si rimane sbalorditi: non si crede possibile che a breve distanza possa esserci una spiaggia gremita di bagnanti e qui solo il silenzio del vento. Accade perciò che per una volta si abbandonino le canne da pesca e ci si lasci andare alla meraviglia della natura. Si fantastica. Si immagina di trovarsi su un’isola deserta, fuori dal mondo: in uno di quei luoghi che si crede possano esistere solo nei documentari naturalistici, magari in terre talmente lontane e inaccessibili che difficilmente si avrà la possibilità di visitare. Invece ci si accorge che la bellezza è proprio sotto i nostri occhi e ci appartiene.
Torna in mente (probabilmente perché lo sto rileggendo) il grande Giovanni Carmelo Verga e i suoi personaggi pescatori, che nel mare vivevano e soffrivano e amavano.
Torna in mente una sua frase talmente citata da apparire quasi scontata:
Soltanto il mare gli brontolava li sotto in mezzo ai faraglioni, perché il mare non ha paese nemmeno lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole.
A questo punto, in questo luogo così incantevole che si trova nella parte estrema del nostro grande Paese, proiettato verso un mare aperto che sconfina con terre lontane e devastate da guerre, pestilenze e dittature, viene voglia di pensare cosa immagineranno quegli immigrati che su queste coste giungono colmi di terrore, esausti: sopravvissuti a una vita che non è vita. Non osserveranno certamente la bellezza del luogo, ma ognuno ringrazierà il suo dio per avere toccato terra, per non essere morto in fondo al mare, per sentire, finalmente, quell’incredibile odore della libertà.
Il mare, che non è di nessuno ed è di tutti, li accoglie così: con la sua bellezza probabilmente inutile per chi ha fame e paura; li accoglie coi suoi colori pieni di speranza e la sua brezza rigenerante; li accoglie nel silenzio assoluto dell’alba per non terrorizzarli.
Ma noi, noi essere umani: perché non siamo in grado di accoglierli con la stessa bellezza e lo stesso rispetto che rivolge ad essi il mare?

“Il mare non ha paese nemmeno lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole”

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