Il mare non ha paese
Il mare non ha paese

Il mare non ha paese

Accade a volte di decidere di abbandonare il solito spot di pesca, a mare, e di partire al mattino presto per cercare nuovi luoghi mai esplorati. Accade allora di trovare angoli come questo.

Inizialmente si rimane sbalorditi. Non si crede possibile che a breve distanza possa esserci una spiaggia gremita di bagnanti e qui solo il silenzio del vento. Accade perciò che per una volta si abbandonino le canne da pesca e ci si lasci andare alla meraviglia della natura. Si fantastica. Si immagina di trovarsi su un’isola deserta, fuori dal mondo; in uno di quei luoghi che si crede possano esistere solo nei documentari naturalistici; magari in terre talmente lontane e inaccessibili che difficilmente si avrà la possibilità di visitare. Invece ci si accorge che la bellezza è proprio sotto i nostri occhi e ci appartiene.
Torna in mente (probabilmente perché lo sto rileggendo) il grande Giovanni Carmelo Verga e i suoi personaggi pescatori, che nel mare vivevano e soffrivano e amavano.
Torna in mente una sua frase talmente citata da apparire quasi scontata:
Soltanto il mare gli brontolava li sotto in mezzo ai faraglioni, perché il mare non ha paese nemmeno lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole.
A questo punto, in questo luogo così incantevole che si trova nella parte estrema del nostro grande Paese, proiettato verso un mare aperto che sconfina con terre lontane e devastate da guerre, pestilenze e dittature, viene voglia di pensare cosa immagineranno quegli immigrati che su queste coste giungono colmi di terrore, esausti. Sopravvissuti a una vita che non è vita. Non osserveranno certamente la bellezza del luogo. Ognuno ringrazierà il suo dio per avere toccato terra; per non essere morto in fondo al mare, per sentire, finalmente, quell’incredibile odore della libertà.
Il mare, che non è di nessuno ed è di tutti, li accoglie così. Con la sua bellezza probabilmente inutile per chi ha fame e paura; li accoglie coi suoi colori pieni di speranza e la sua brezza rigenerante; li accoglie nel silenzio assoluto dell’alba per non terrorizzarli.
Ma noi, noi essere umani: perché non siamo in grado di accoglierli con la stessa bellezza e lo stesso rispetto che rivolge ad essi il mare?

“Il mare non ha paese nemmeno lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole”

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