Il romanzo più bello che ho letto nel 2021
Il romanzo più bello che ho letto nel 2021

Il romanzo più bello che ho letto nel 2021

Quest’anno che volge al termine ho letto molti romanzi interessanti, probabilmente più degli altri anni. Così ho pensato di cercare ed individuare quello che mi ha impressionato maggiormente: il romanzo più bello che ho letto nel 2021. Ho pensato potesse essere anche un’occasione per rivedere tutte le letture che ho intrapreso, e in questa  breve analisi ho persino riscoperto risvolti divertenti.

Per esempio mi sono accorto che di alcuni romanzi non ricordo assolutamente nulla, come se non li avessi letti. Osservo il titolo e tento di ricordare quanto meno la trama. Ma niente. Allora scorro le pagine del libro e qualcosa torna alla mente. E penso fino a che punto le storie dei romanzi possano somigliare alle storie della vita. A volte rimangono impresse, altre volte tornano alla mente solo se qualche amico ne rammenta gli episodi più salienti.

Di contro ci sono poi stati altri romanzi i quali, appena scorro il titolo, mi ritornano alla mente come se avessi terminato di leggerli cinque minuti prima. Pensavo allora a tutti quei titoli giornalistici che scrivono “il più bel romanzo dell’anno” (o del mese, o del secolo). Pensavo quanto possano essere patetici a illudere il lettore di individuare il più bel romanzo tra tutti quelli pubblicati.

Ci vorrebbe un po’ di modestia a riguardo. Dichiarare un libro il migliore tra quelli letti è possibile, ma dichiararne uno o alcuni tra i migliori pubblicati è una offesa verso tutti i romanzi che non si sono letti, e che sono di conseguenza esclusi da questa sorta di graduatoria. E nessuno potrebbe leggere tutti i libri pubblicati in un anno. Considerarne migliore uno su mille quando se ne sono letti cento è certamente una presa in giro per il lettore dell’articolo. O, più malignamente, una mera operazione pubblicitaria.

Così ho pensato che avrei potuto farla io questa cosa: dichiarare il romanzo più bello che ho letto nel 2021 tra quelli che ho realmente letto nell’anno che sta per terminare. Potrebbe essere un modo per ripassare mentalmente le letture intraprese, ho pensato, e magari scambiare qualche opinione con altri lettori. Inoltre è anche un’occasione per mettersi in gioco, costringendosi a sceglierne uno. Resta inteso che la prima scrematura risulta molto semplice. Si scartano quei romanzi che hanno lasciato un segno quasi impercettibile nell’animo e purtroppo tra questi se ne trova sempre qualcuno che non si è riusciti a terminare perché la lettura è diventata pesante, o priva di emozioni. O perché la storia non riusciva a coinvolgere.

Alla fine rimangono le storie che sono state importanti non solo per l’emozione che hanno restituito, ma soprattutto per quel piccolo cambiamento che sono riuscite a creare dentro me, aiutandomi a diventare una persona migliore. Solitamente si tratta di romanzi che mi costringono a sottolineare numerosi passaggi (o ad evidenziarli se sono stati letti con un lettore elettronico). Alla fine però mi sono dovuto ricredere, ammettendo a me stesso che ancor prima di eseguire questo lavoro, ero già consapevole su quale romanzo sarebbe caduta la scelta. Con ogni probabilità l’ho già saputo durante l’anno che intanto trascorreva. Sapevo che quello specifico romanzo sarebbe stato il più bello tra tutti quelli letti, e inconsciamente ho cercato in ogni nuovo testo una lettura che potesse eguagliarlo o superarlo. Probabilmente ogni lettore si avvicina ad ogni nuova storia con questo recondito desiderio.

Per me il romanzo più bello è stato senza dubbio “Sender Prager” di Israel Joshua Singer.
Un romanzo che mi sento di consigliare, per la sua modernità, per l’eleganza di scrittura, per la forza della storia che si esprime in ogni più insignificante frase e che conduce il lettore verso un finale tragicamente divertente. Un finale certamente inaspettato eppure così banalmente prevedibile. Singer analizza il suo mondo ebraico, la sua decadenza e i suoi cambiamenti storici: ma nello stesso tempo analizza tutti noi e tutte le nostre pulsioni con una abilità e una precisione impressionante. Ho infatti la certezza che difficilmente riuscirò a leggere un altro romanzo con la stessa forza dirompente e con l’identico stile linguistico.

E’ inoltre singolare la stessa storia della famiglia Singer: due fratelli e una sorella tutti scrittori, tutti di una cultura sorprendente. E tutti sopraffatti dai cambiamenti storici che hanno travolto l’Europa del loro periodo. L’altro fratello, Isaac Singer, arrivò a vincere il premio Nobel. Anche gli eredi sopravvissuti di questa famiglia hanno continuato a vivere intorno alla scrittura. Mi risulta che uno dei nipoti abbia addirittura scritto un libro dove racconta la storia di questa fantastica famiglia. Ma io credo, o vorrei credere, che se Israel non fosse morto relativamente giovane probabilmente avrebbe conteso il Nobel al fratello Isaac.

Mi piacerebbe infine sapere se qualcun altro, avendo letto il romanzo Sender Prager, abbia conservato un ricordo così entusiastico come il mio, o anche sapere quale è stata la lettura più coinvolgente di questo anno trascorso, affinché possa trarre fonte di ispirazione per le mie prossime letture.

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